Meleto
Meleto è un antichissimo borgo esposto sul lato nord occidentale del territorio comunale, del quale si ha notizia addirittura a partire dal 970 d.C., anno in cui viene citato in una donazione del Gran Conte Ugo Marchese di Toscana alla Badia, da lui fondata sopra Poggibonsi.
Nei primi documenti, il popolo di Meleto risultava riunito intorno a una chiesa – San Rossino e Santa Cristina – appartenente al Piviere di Gaville. Il paese sorge sull’antico Pian d’Avane, accanto a quello che fu Pianfranzese, dalla famiglia Franzesi.

Il Castello di Barberino a Meleto, precedentemente detto d'Avane, sede unica fino al 1550 della suddetta Lega, fino al 1800 è distaccato dal borgo. Sulla sommità della collina sorge il nucleo urbano del villaggio; in direzione ovest, a circa 100 metri di distanza, si erge il Castello, composto da quattro torri di avvistamento e dalla cinta muraria. Quest’ultimo fu parzialmente distrutto e incendiato nel periodo compreso tra il 1260 e il 1390. Fu capoluogo della Lega d'Avane per Duecento anni, prima che ne entrassero a far parte Montaio e Montegonzi, ossia fino a1440, quando la Lega comprendeva solo il territorio delle attuali frazioni di Meleto e Castelnuovo che a quel tempo erano ripartite nei quattro comunelli di Meleto, Castelnuovo, San Martino e San Michele in Colle.

La presenza di uno “spedale” per pellegrini nel tratto di strada che collegava il paese con il vicino castello di Barberino lascia intuire che il luogo doveva essere inserito all’interno di una rete viaria piuttosto frequentata in epoca medievale. Il tracciato che dalle alture di Meleto e Pianfranzese si dirige verso le alture del Chianti deve però avere origini molto più antiche. La zona collinare che circonda questo borgo prima dell’escavazione della lignite era già abitata in epoca romana; lo stesso nome “Meleto” sembra essere di derivazione latina e indicare la presenza in loco di alberi da frutto, meli per l’appunto. Interessante anche l’ipotesi circa l’origine del toponimo “Barberino” con il quale veniva identificato il Castello, poi trasformato in villa-fattoria e oggi in centro ricettivo.
Secondo alcune fonti, in epoca medievale con questo e altri simili appellativi si volevano indicare zone occupate dai discendenti dei barbari, ovvero gli “stranieri” arrivati dal Nord Europa dopo la caduta dell’Impero Romano.
Il borgo sembra essere ricordato in un atto di donazione alla fine del X secolo. E’ confermata l’esistenza di una chiesa di Santa Cristina a Meleto nel 1175, quando viene menzionata come dipendente dalla Pieve di San Romolo a Gaville, insieme alla maggior parte delle chiese di Pian d’Avane. Dal Libro di Montaperti, del 1260, si rileva che il popolo di Santa Cristina a Meleto viene tassato per 8 staia di grano da conferire all’esercito fiorentino in guerra contro Siena. Questa tassazione rappresentava per l’epoca un onere ragguardevole e questo ci fa presupporre che il borgo avesse un’economia rurale piuttosto florida.
La chiesa ha subito nel corso dei secoli numerosi rimaneggiamenti e ha perso le sue originali caratteristiche architettoniche. Nel paese un monumento ricorda le vittime degli eccidi nazi-fascisti del 1944.

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