| D | L | M | M | G | V | S |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | | 2 | | 3 | | 4 | | |||
| 5 | | 6 | | 7 | | 8 | | 9 | | 10 | | 11 | |
| 12 | | 13 | | 14 | | 15 | | 16 | | 17 | | 18 | |
| 19 | | 20 | | 21 | | 22 | | 23 | | 24 | | 25 | |
| 26 | | 27 | | 28 | | 29 | | 30 | | 31 | | |
COMUNE DI CAVRIGLIA
Provincia di Arezzo
Cittadini,
nel luglio di sessantacinque anni fa si perpretrava, nel nostro Comune, uno dei più vili atti di barbarie da parte dello sconfitto regime nazi-fascista.
a CASTELNUOVO, MELETO, MASSA, LE MATOLE, SAN MARTINO, inermi cittadini, colpevoli solo di abitare la nostra terra, venivano massacrati da un'orda criminale che la Storia non avrebbe riconosciuto, poi, neppure come combattenti.
Parroci, operai, contadini, cittadini indifesi cadevano sotto i colpi furiosi di un nemico nato e vissutonel sangue delle vittime innocenti.
In quel tragico luglio del '44 lo strazio dei parenti, degli amici, di tutto un popolo, si manifestò in un mondo ancora incredulo di tanti lutti e rovine.
Passò la barbarie, ritornò il sereno della democrazia, della pace, della nuova vita.
Il progresso, oggi, ci ha fatto quasi dimenticare quei terribili giorni che appaiono confusinella inesorabile nebbia del tempo.
NO! Cittadini, non dobbiamo dimenticare!
Il mese del luglio del '44 deve rimanere, per noi, una data memorabile che colleghi lo strazio di allora al benessere di oggi, all'eguaglianza tra gli uomini, alla giustizia per tutti.
Se vogliamo rimanere liberi, dovremo sempre ricordare, perché il mostro di allora è sempre in agguato e pronto a rialzare la testa.
Non gli permettemmo, ieri, di sopravvivere, impediremo, oggi e in futuro la sua resurrezione con la forza del ricordo, della pace, della democrazia che ha sempre vinto il male d'ogni colore e tempo.
Cavriglia, luglio 2009
IL SINDACO
(Ivano Ferri)
programma