Le stragi nazi-fasciste del luglio 1944
La popolazione del Comune di Cavriglia, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, ha pagato un pesante tributo di sangue prima che le forze alleate, con l’aiuto indispensabile dei partigiani, liberassero questa parte della Toscana dall’occupazione nazista. Oltre 190 civili cavrigliesi furono fucilati per rappresaglia, in diversi episodi, da militanti dell’esercito nazista durante i giorni del luglio 1944. 
Le stragi più gravi si verificarono a Castelnuovo dei Sabbioni e a Meleto.
La mattina del 4 luglio 1944 i soldati tedeschi rastrellarono 74 ostaggi, compreso il parroco Don Ferrante Bagiardi che si era offerto in cambio della liberazione degli altri ostaggi. Tutti i prigionieri furono portati davanti alla chiesa e fucilati. Lo stesso giorno una strage analoga fu compiuta a Meleto Valdarno dove furono trucidati 93 cittadini inermi, tra cui il parroco Don Giovanni Fondelli. Alcuni giorni dopo, l’11 luglio, i tedeschi fucilarono 10 persone in località Le Matole. Con decreto del Presidente della Repubblica, in data 31 novembre 1983, è stata concessa al Comune di Cavriglia la medaglia di bronzo al valor militare per attività partigiana. Monumenti ai caduti e solenni celebrazioni annuali ricordano le terribili stragi.
                                                                                           


Le medaglie al valor militare
 
Senza far torto alla memoria delle vittime di un ‘ideologia basata sull’odio e la violenza” è doveroso ricordare tre persone che si sono prodigate per cercare di salvare la vita a dei cittadini inermi: si tratta di due parroci e di un partigiano, tutti insigniti dei massimi riconoscimenti a memoria del sacrificio compiuto da parte delle più alte cariche dello Stato.
Nicolaj Bujanov (8 aprile 1925 – 8 luglio 1944). Cittadino sovietico, prigioniero di guerra dei nazisti, fu sottoposto a lavoro coatto presso un’officina meccanica dell’esercito di occupazione a San Giovanni Valdarno. Riuscito a fuggire, il ragazzo, poco meno che ventenne, si unì alle formazioni partigiane che operavano sulle alture tra il Chianti e il Valdarno. L’8 luglio 1944, per proteggere l’evacuazione dei superstiti della rappresaglia del 4 luglio a Castelnuovo dei Sabbioni, impegnò i reparti nazisti da una postazione più avanzata di quella assegnatagli: i civili furono messi in salvo, ma Nicolaj Bujanov fu ucciso negli scontri. Il 30 maggio 1985 fu insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria con decreto del Presidente della Repubblica. Sul luogo dove si svolsero quei fatti, nei pressi di Secciano, l’Amministrazione Comunale ha eretto un cippo commemorativo.
Don Ferrante Bagiardi (12 febbraio 1896 – 4 luglio 1944). Il parroco di Castelnuovo dei Sabbioni fu catturato dai nazi-fascisti durante un rastrellamento nella zona nel luglio del ’44. Condotto nella piazza del paese, fu messo al muro assieme a una settantina di uomini del posto. Invano Don Ferrante chiese ai soldati di essere sacrificato al posto dei suoi parrocchiani. Quello che ottenne, fu soltanto di poter benedire e comunicare i prigionieri, prima di venir fucilato assieme a loro.
Don Giovanni Fondelli (3 maggio 1885 – 4 luglio 1944). Analoga sorte toccò al parroco di Meleto. Don Giovanni la mattina del 4 luglio del ’44, durante il rastrellamento dei nazisti, tentò di salvare dalla morte 92 parrocchiani fatti prigionieri. Non ci fu niente da fare: il parroco venne trucidato assieme agli altri uomini del paese. I due religiosi, il 7 luglio 1991, sono stati insigniti della Medaglia d’Argento al Valor Militare, consegnata dall’allora Presidente del Senato, onorevole Giovanni Spadolini.
 

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