Le guerre d'Indipendenza e l'Unità d'Italia
Il periodo risorgimentale è molto importante anche per quanto riguarda la storia del Comune di Cavriglia che contribuì, seppur modestamente, a sostenere le guerre per conseguire l'Unità d'Italia. Nel 1848, anno importantissimo per il popolo italiano, il Consiglio Comunale inviò una commissione al “Regio Trono” per portare i ringraziamenti al Granduca per l'avvenuta concessione della Costituzione.
Il 25 febbraio dello stesso anno, i Consiglieri cavrigliesi autorizzarono il gonfaloniere ad acquistare cinquanta sciabole e le buffetterie occorrenti per il Corpo della Guardia Civica di Cavriglia, che era stata istituita dal governo del Granduca sull'esempio di Papa Pio IX poco tempo prima. Ad aprile dello stesso anno, in piena Prima Guerra d'Indipendenza, alla quale parteciparono anche truppe regolari e volontari toscani, arrivarono i fucili per la Guardia Civica di Cavriglia. Il 26 aprile 1859 scoppiò la Seconda Guerra d'Indipendenza. Il giorno dopo la Toscana insorse e costrinse il Granduca ad andarsene, questa volta definitivamente.
Il primo luglio venne firmato l'armistizio di Villafranca che concluse la Seconda Guerra d'Indipendenza.
A Cavriglia, il 10 febbraio 1860, il Consiglio Comunale approvò il versamento di 100 lire italiane al gonfaloniere di Firenze, quale contributo di Cavriglia per la raccolta dei fondi iniziata da Giuseppe Garibaldi per l'acquisto di un milione di fucili per continuare a combattere per l'indipendenza italiana.

L’11 e il 12 marzo 1860 si indirono i plebisciti in Toscana, in Emilia e in Romagna. In Toscana si registrarono 366.571 voti favorevoli all'annessione al Regno di Piemonte e 14.925 a favore del Regno separato. Così la Toscana entrò a far parte del Regno di Piemonte che, dopo la vittoriosa spedizione dei Mille di Garibaldi e le annessioni delle Marche e dell'Umbria, il 17 marzo 1861 si trasformò in Regno d'Italia. Mancavano solo alcune regioni e poi l'Italia sarebbe stata completamente unita.

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