Gli antichi “statuti”
I primi statuti della comunità di Montaio, giunti fino ai giorni nostri, risalgono alla fine del Trecento. Vi erano fissate regole molto democratiche, se consideriamo il periodo storico, per garantire la rappresentanza all’interno del piccolo borgo, sebbene anche all’epoca non mancassero i privilegi politici. Così una norma dello statuto stabiliva, per esempio, l’immunità per i consiglieri del Comune di Montaio in caso di persecuzione per debiti. A parte questi privilegi, che ci confermano quanto sia saggio il detto nel quale si afferma  che la storia si ripete, vi erano però anche disposizioni tali da garantire la massima partecipazione alla gestione della cosa pubblica. Fino alla metà del XVIII secolo alle assemblee partecipavano i rappresentanti del Consiglio Maggiore, del Consiglio Minore e 48 uomini appartenenti alle famiglie che componevano la comunità. Nel 1763 i Riformatori degli Statuti del Comune di Montaio decretarono la fine della parità dei diritti politici, inserendo un limite all’eleggibilità in base al censo: nessuna persona con meno di 5 soldi di estimo catastale poteva far parte del Consiglio.

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