Villa Castiglioncello: la porta di Cavriglia
Maestosa, sulla collina che sovrasta la strada provinciale 408, a dare il benvenuto a Cavriglia, si erge villa “Castiglioncello”. La lunga fila di cipressi che costeggia il viale di accesso alla sontuosa residenza richiama alla memoria  i classici paesaggi toscani immortalati da  pittori e poeti di ogni epoca. La villa, pregevole edificio del XVIII  secolo, è stata scelta come set in ben due film: “Ivo il tardivo” di Alessandro Benvenuti e  “Il più lungo giorno” di Roberto Riviello.

L’edificio, risalente alla metà del ‘700, è caratterizzato da 40 locali prevalentemente affrescati. Il palazzo è adibito a residenza privata, ma la veduta esterna fornisce già l’idea dell’imponenza di questa costruzione signorile. In passato però, stando ai racconti dei vecchi agricoltori della zona, l’edificio non ha destato solo ammirazione per le sue caratteristiche architettoniche, ma anche timore per la sua fama di luogo popolato da presenze soprannaturali. Il tutto era legato a una leggenda diffusa nell’ambiente rurale che identificava il posto come “Palazzo ai diavoli”. Tutto era iniziato, così vuole la tradizione popolare, dal racconto di alcuni coloni che asserivano di aver visto, nella notte, delle cupe ombre ammantate aggirarsi nei dintorni dell’edificio. In realtà, altro non erano che le sagome di qualcuno che, approfittando dell’oscurità, si recava a qualche incontro galante. Risolto il mistero delle vere ombre ammantate, il fascino di Villa Castiglioncello rimane comunque immutato.

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