Vita, storia, letteratura: al via una profonda stagione teatrale a Cavriglia

Sei serate da dicembre a marzo per incontrare grandi interpreti quali, fra gli altri, Giobbe Covatta, Daniela Morozzi, Sebastiano Lo Monaco, Alessandro Bergonzoni, Maria Amelia Monti. Sul palcoscenico del Teatro Comunale tanti protagonisti per raccontare storie di vita quotidiana e ricordare importanti pagine di storia. A Cavriglia si parla di temi attuali, con uno sguardo al passato, anche attraverso la grande letteratura.
Vita, storia, letteratura: al via una profonda stagione teatrale a Cavriglia


La stagione 2019-2020 è una nuova tappa del progetto teatrale che Fondazione Toscana Spettacolo onlus (primo circuito multidisciplinare in Italia anche nel 2019) condivide con successo da alcuni anni con l’Amministrazione Comunale. Il nuovo cartellone, infatti, in linea con l’indirizzo culturale di questi anni, è aperto alle emozioni, alla creatività, alla vita, all’arte, che lega le richieste culturali del territorio e le nuove proposte grazie a una miscela di generi e prospettive. Nell’ambito dei progetti di FTS di formazione del pubblico, la stagione quest’anno si arricchisce di una iniziativa riservata ai ragazzi delle scuole del territorio, per trattare il tema del diverso e delle diversità.



La stagione si inaugura giovedì 12 dicembre (ore 21.30, come per tutti gli spettacoli) con Alessandro Bergonzoni. Quali scenari comici/emotivi/poetici ci mostrerà? TRASCENDI E SALI, suo quindicesimo allestimento, arriva dopo i Urge e Nessi, attraverso i quali è riuscito a spingersi in territori artistici fino a quel momento da lui inesplorati. La sua peculiare comicità unita all'indignazione morale, prima che civica o politica, sta per approdare ad un nuovo capitolo, garantendo un Bergonzoni riconoscibile grazie alla sua assoluta qualità.





A seguire, venerdì 24 gennaio, Maria Amelia Monti porta in scena, con Roberto Turchetta, LA PARRUCCA. Il drammaturgo Edoardo Erba (marito dell’attrice) ha adattato e cucito insieme due atti unici di Natalia Ginzburg: La parrucca e Paese di mare, che vengono ora diretti da Antonio Zavatteri. Nel primo, seguiamo il difficile rapporto di una coppia in uno squallido appartamento in affitto; nel secondo, troviamo i due protagonisti in un albergo isolato, dove si sono rifugiati per un guasto all’automobile.





È uno spettacolo di forte impegno civile PER NON MORIRE DI MAFIA, che mercoledì 12 febbraio vedrà in scena Sebastiano Lo Monaco. Allestito per la prima volta a Spoleto nel 2010, parte dall’omonimo libro di Pietro Grasso per ripercorrere la vita del giudice. Un’ampia sezione è dedicata al maxi-processo, di cui il giudice contribuì a stendere la sentenza e che si chiude con un’analisi del fenomeno mafioso a livello internazionale. La regia è di Alessio Pizzech.






Domenica 23 febbraio si presenta con uno spirito più scanzonato grazie a Giobbe Covatta che porta in scena LA DIVINA COMMEDIOLA. È un poema scritto dal cugino del più famoso Dante, Ciro Alighieri di Castellammare di Stabia. Giobbe Covatta ha deciso di trasformare il manoscritto in un monologo teatrale interamente dedicato ai diritti dei minori. L’Inferno è rappresentato come luogo di eterna detenzione non per i peccatori ma per le loro vittime, i bambini ovvero i più deboli, coloro che non hanno ancora cognizione dei loro diritti e non hanno possibilità di difendersi. I contenuti e il commento sono spassosi e divertenti, ma come sempre accade negli spettacoli del comico napoletano, i temi sono seri e spesso drammatici.




In coincidenza con la festa della donna, il palco del teatro comunale di Cavriglia, domenica 8 marzo, ospita due attrici toscane, Francesca Sarteanesi e Luisa Bosi, pronte a presentare il loro spettacolo Bella Bestia. L’immagine metaforica di un doberman in vetroresina si moltiplica sulla scena, mentre le due protagoniste, afflitte nel profondo da due mali di origine completamente diversa, si confrontano nel loro dolore, cercando di aiutarsi a vicenda, perché hanno capito che non riescono a salvarsi da sole.




Chiude la stagione, sabato 28 marzo, Daniela Morozzi con Da consumarsi preferibilmente in equilibrio. Un monologo brillante a tratti commovente, in cui l’attrice alterna riflessioni che spaziano dai tortellini bolognesi al metabolismo lento, dalla nascita di un figlio alle chat dei genitori, dall’amore ritrovato alla sinistra perduta. Una carrellata di situazioni che nascono da una considerazione: l’attrice, arrivata a 50 anni, si è accorta che la vita andrebbe consumata “preferibilmente in equilibrio”.




Nell’ambito delle iniziative per la formazione del pubblico, riservato alle scuole del territorio, martedì 3 marzo (in orario scolastico) va in scena VERDEMENTA, basato sulla fiaba omonima di Elisabetta Jankovic, con Giorgia Calandrini accompagnata dal vivo dal violino di Gabriele Savarese e dalla fisarmonica di Pasquale Rimolo. Lo spettacolo, diretto da Riccardo Rombi, tratta il tema del diverso. È la storia di una neonata con la pelle verde abbandonata dai genitori in un paesino sperduto fra le montagne. La mentalità ottusa degli Ottuasi, gli abitanti del luogo, li porta a discutere se accoglierla o meno fra loro.

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