Stagione Teatrale 2017/2018, il programma

Grandi nomi come Gabriele Cirilli, Ottavia Piccolo, David Riondino, Roberto Alpi, Isabel Russinova e molti altri artisti si passeranno il testimone sul palco del Comunale proponendo spettacoli di spessore che tratteranno temi forti e profondi.


Sabato 2 dicembre ore 21 e 30


Gabriele Cirilli
#TaleEQualeAMe…Again
di Gabriele Cirilli, Maria De Luca, Carlo Negri
regia di Gabriele Guidi
produzione MA.GA.MAT.SRL


Ogni pezzettino di vita o ricordo di ognuno di noi è in una soffitta o in una cantina, ma con l'avvento di internet il nascondiglio viene sostituito da un hashtag dentro il quale puoi conservare le tue emozioni. Gabriele apre il suo # al pubblico proprio sul palcoscenico: l'unico luogo dove l'attore riesce ad essere tale e quale a se stesso. Gabriele ha avuto la fortuna, la determinazione e il privilegio di imparare il “mestiere” dai più grandi artisti del teatro e del cinema italiano. Da Gigi Proietti a Lina Sastri, da Lino Banfi a Paolo Villaggio, Nino Manfredi e Alberto Sordi, il suo è stato un continuo percorso di crescita, di consensi e applausi.





Domenica 17 dicembre ore 21 e 30


Sandro Lombardi, David Riondino
DAGLI APPENNINI ALLE ANDE”
quando migravamo noi
di Edmondo De Amicis
voce Francesca Breschi, fisarmonica Massimo Signorini
a cura di Federico Tiezzi
produzione Compagnia Lombardi –Tiezzi in collaborazione con il Comune di Firenze

Dagli Appennini alle Ande è uno dei racconti contenuti in Cuore di Edmondo De Amicis. Il titolo traccia la linea dell’emigrazione italiana in Argentina, anticipando la struggente storia di Marco, ragazzo tredicenne che s’imbarca da Genova per Buenos Aires alla ricerca della madre, migrata in America Latina per sopperire alle esigenze economiche della famiglia. Una scelta verso la salvezza, come fecero migliaia di liguri, e non solo, dell’Italia postunitaria.
Il libro Cuore, pietra miliare per generazioni di lettori, collante di un paese “da fare” ed emblema della didattica morale è anche, volutamente o no, una finestra sulla questione sociale. Dagli Appennini alle Ande è infatti una storia di eroismi e sacrifici, non così lontana da noi e non così diversa dalle storie dei disperati armati di speranza che arrivano ogni giorno sulle nostre coste. A rileggerla oggi è un bel modo di mettersi nei panni di chi emigra, recuperando quella speranza di fortuna e di un futuro migliore che la nostra stanca, esausta Europa sembra aver dimenticato, affogata nelle sue paure.





Venerdì 19 gennaio ore 21 e 30


Roberto Alpi, Laura Lattuada, Agnese Nano, Isabel Russinova
IL SEDUTTORE
di Diego Fabbri:
regia di Alessio Pizzech
produzione Laros


Eugenio gestisce un’agenzia di viaggi ed è sposato con Norma ma intrattiene due relazioni extraconiugali: la prima con Wilma, la seconda con Alina, segretaria presso l’agenzia. Tre donne, tre luoghi e tre modi di vivere una relazione sentimentale totalmente differenti. Norma è alla ricerca di un amore fedele, ma insegue qualcosa che ormai è finito; Wilma è impegnata in una guerra costante e radicale con Eugenio in cui carne e sensualità diventano privilegiato campo di battaglia; infine Alina, proiettata in un sogno di fuga dalla realtà, in un gioco di emozioni eccitante e leggero. La storia di Eugenio “il seduttore” è legata, seppure indirettamente, alla perdita del figlio avuto da Norma. Egli promette a ognuna amore sincero e viaggi lontani in geografie a dir poco immaginarie. Con perfido cinismo fa in modo che le tre donne si incontrino in un Caffè, imbastendo un gioco rocambolesco di equivoci e situazioni tragicomiche.
Il tutto per divertirsi nel vederle parlare assieme, inconsapevoli, dello stesso uomo. L’epilogo sarà sorprendente. Tre racconti di un unico femminile, declinazioni di un’unica esistenza. Il Seduttore le usa, le manovra alla ricerca disperata di una identità che solo le tre donne possono dargli. Il Seduttore come un novecentesco Don Giovanni, cerca così in loro un appagamento di una mancanza profonda che riverbera nelle pieghe della sua anima; l’infanzia stroncata del suo unico figlio rivive in lui, nel suo atteggiamento bambino ed infantile che inganna e seduce.






PROGETTO SPECIALE GIORNO DELLA MEMORIA
Venerdì 2 febbraio, ore 10 e ore 21

BARTALI: PRIMA TAPPA
Da un’idea di
Paola Bigatto e Lisa Capaccioli
con Francesco Dendi
testo e regia Lisa Capaccioli
produzione Factory TAC

Era la voce un po’ rauca di Paolo Conte che, nel 1979, cantava di quel “Ginettaccio” riservato e schivo che sulla bici non aveva rivali, anche quando l’unica corsa da vincere era quella contro il tempo, il tempo di non essere scoperti dai fascisti.
Il ciclista toscano, attivo nella rete clandestina di aiuto agli ebrei, è il tema intorno al quale viene immaginato “
Bartali: Prima tappa”, lo spettacolo nato da un’idea di Paola Bigatto e Lisa Capaccioli. Non una rappresentazione della sua vita, non una semplice commemorazione del mito sportivo antimussoliniano, ma il racconto di un uomo che narra le gesta di un semidio sulle due ruote. Francesco Dendi interpreta un giovane che negli anni della guerra si ritrova, proprio come il noto ciclista, ad aiutare gli ebrei nascosti nelle campagne toscane portando loro documenti falsi, abiti e del cibo con cui sfamarsi. Un giovane toscano (di cui non conosciamo la vera identità «il nome è meglio non dirlo di questi tempi») che sogna di essere come il suo eroe colui che, per aiutare altre vite umane, mette a servizio degli altri il talento e il suo unico e vero «amore» , la bicicletta.






Sabato 17 febbraio 21 e 30


Ottavia Piccolo, Orchestra Multietnica di Arezzo
OCCIDENT EXPRESS
(Haifa è nata per star ferma)
scritto da Stefano Massini
uno spettacolo a cura di Enrico Fink e Ottavia Piccolo
direzione musicale Enrico Fink
disegno luci Alfredo Piras
produzione Teatro Stabile dell’Umbria/Officine della cultura


Sul palcoscenico il carattere di Ottavia Piccolo, protagonista del diario della fuga di Haifa, donna anziana di Mosul che nel 2015, con la nipotina di 4 anni, ha percorso in tutto 5.000 chilometri, dall’Iraq fino al Baltico, attraverso la cosiddetta “rotta dei Balcani”. Al suo fianco l’Orchestra Multietnica di Arezzo, con le musiche composte e dirette da Enrico Fink, per un dramma in musica che si fa racconto, senza un solo attimo di sosta, della terribile corsa per la sopravvivenza e insieme dei mille luoghi attraversati dalla protagonista nel suo viaggio; la fantasmagoria di ambienti, climi, spazi diversi.





Domenica 11 marzo 21 e 30


I MARZIANI AL MARE
dieci anni dopo
di Alberto Severi
regia Nicola Zavagli
con Beatrice Visibelli, Marco Natalucci
costumi Cristian Garbo
luci Orso Casprini
produzione Teatri d'Imbarco


Le smanie della villeggiatura di una coppia di lungo corso, Mara e Alvaro, alle prese con una vacanza da sogno. Siamo nell’estate del ’73 e tutto il nuovo viene da quella Londra dove vive la figlia. Irrompono Pink Floyd e David Bowie.
C’è voglia di vivere un’ultima stagione di felicità, nell’iperrealismo di un paesaggio di sabbia.
In scena due magnifici interpreti, Beatrice Visibelli e Marco Natalucci, pronti a disegnare due personaggi sempre in bilico tra maschera comicia e verità umana, risate e tenerezza.
A distanza di un decennio dal debutto de
I Marziani nato in coproduzione col festival di Radicondoli da un’idea di Nico Garrone, Alberto Severi, autore, Nicola Zavagli, regista, Beatrice Visibelli (Mara) e Marco Natalucci (Alvaro), vanno a vedere che ne è stato, negli anni ‘70, della sgomentevole coppia di coniugi fiorentini.
E trovano, anche stavolta, risate e lacrime, tenerezza e crudeltà. Oggi come allora la regia e l’interpretazione amplificano il lato grottesco e tragicomico dei loro caratteri e dello loro vicende.


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