"Le parole che non ti ho detto", al via la nuova rassegna letteraria itinerante

"Le parole che non ti ho detto", al via la nuova rassegna letteraria itinerante

Come ogni anno l'Amministrazione Comunale rinnova l'appuntamento con i pomeriggi all'insegna delle letteratura tradizionalmente promossi nelle domeniche di inverno e nel 2016 lo con una nuova rassegna. Domenica 7 febbraio alle 17 presso la Sala del Granaio di Barberino a Meleto prenderà il via “Le parole che non ti ho detto”, rassegna letteraria itinerante che porterà autori di fama nazionale in alcuni luoghi suggestivi del territorio comunale come La Sala della Filarmonica di Montegonzi, Le antiche sale della parrocchia di Vacchereccia, Il Museo Mine ed il Roseto Fineschi.
Il libro "Dolci colline di sangue”" (Edizioni Bur Biblioteca Univ. Rizzoli), romanzo-inchiesta sulla storia del “Mostro di Firenze” scritto in collaborazione dal giornalista italiano Mario Spezi e dallo scrittore statunitense Douglas Preston che verrà appunto presentato a Villa Barberino a Meleto il 7 febbraio alle 17, fornisce una versione diversa da quella sostenuta dagli inquirenti. Una versione che ancora oggi continua a suscitare grande attenzione e che segue la famigerata pista sarda nel caso del serial killer più efferato della storia. Una presentazione che vi terrà con il fiato sospeso.
Insieme all'autore interverrà il conduttore Andrea Schincaglia di Reporter Live.
Il secondo appuntamento è fissato la domenica successiva, 14 Febbraio alle 17 alla Sala della Filarmonica di Montegonzi, e vedrà protagonista Tito Barbini che presenterà "Quell'idea che ci era sembrata così bella" (Aska Edizioni), un viaggio attraverso le grandi speranze del Novecento e la politica italiana della Sinistra da Berlinguer a Matteo Renzi scritto ed elaborato da un ex presidente della Provincia di Arezzo, ex Sindaco di Cortona ed ex Consigliere Regionale che ha una vita ricca di esperienza in tal senso da mettere a disposizione. Insieme allo scrittore oggi scrittore nativo di Cortona interverrà Enzo Brogi, ex Sindaco di Cavriglia e Consigliere del Presidente Rossi per “La Toscana dei diritti”.
Terzo appuntamento invece domenica 21 Febbraio alle 17 presso le antiche sale della Parrocchia di Vacchereccia con Sergio Flamigni che presenterà la sua ultima fatica "Patto di Omertà” (Kaos Edizioni), dedicato alle verità nascoste del sequestro e la successiva uccisione di Aldo Moro. L’ex membro della Commissione è convinto dopo una vita di studio sul caso più nero della politica italiana che vi sia stato un tacito patto tra Stato e Brigate Rosse alla radice dell’omicidio di Aldo Moro.
Quarto appuntamento Giovedì 25 febbraio al Museo Mine di Castelnuovo dei Sabbioni sempre alle 17 con il volume "La lettera a Hitler" (Mondadori Editore) di Gabriele Nissim che ripercorre la storia dei più atroci genocidi del novecento. Con gli autori sarà presente anche lo scrittore Artur Aleksanyan e lo scultore Vighen Avetis, entrambi armeni, con cui verrà ulteriormente approfondita la storia del genocidio degli armeni al quale Vighen ha dedicato la statua “La madre dell'Armenia”, realizzata in occasione del centesimo anniversario dallo sterminio perpetrato dai Giovani Turchi (1915 – 2015) che lo scorso anno è rimasta in esposizione a Cavriglia per alcuni mesi.
La Rassegna si chiuderà domenica 6 marzo al Roseto Fineschi di Cavriglia alle 17 con il libro"Il Grande Califfato" (Neri Pozza editore) di Domenico Quirico, giornalista ed inviato di Guerra de La Stampa, rapito per oltre sei mesi in Siria nel 2013 che ci descriverà le facce più nascoste dell'estremismo islamico dell’ISIS. Interverrà con l’autore Graziano Sarchielli, giornalista e reporter di guerra per "Il Giorno".
Insomma un appuntamento da non perdere per gli amanti della lettura del Valdarno e non solo che offrirà spunti di riflessione e di critica senza dubbio molto interessanti.


PROGRAMMA 2016:
Domenica 7 Febbraio
Sala del Granaio di Villa Barberino alle 17
 


"Dolci colline di sangue”" (Edizioni Bur Biblioteca Univ. Rizzoli) il romanzo-inchiesta scritto in collaborazione dal giornalista italiano Mario Spezi e dallo scrittore statunitense Douglas Preston. Insieme all'autore interverrà Andrea Schincaglia
 
Il libro:
 
Sabato 9 settembre 1983. In una calda notte di fine estate, una coppia di turisti tedeschi viene massacrata sulle colline intorno a Firenze. È la quinta volta che il Mostro colpisce. Stesse modalità, stessa ferocia. Un solo problema: da tredici mesi, c'è un uomo rinchiuso in carcere, accusato di essere il mostro di Firenze... Uno dei capitoli più bui e sconvolgenti della cronaca giudiziaria italiana ricostruito in un "real thriller", nato dalla penna dello scrittore Douglas Preston e dalla testimonianza di Mario Spezi, giornalista considerato tra i massimi esperti del caso, cui ha dedicato il libro "Il Mostro di Firenze"

L'autore:

Mario Spezi (Sant'Angelo in Vado, 30 luglio 1945) è un giornalista d'inchiesta e scrittore che ha dedicato molti anni della sua vita professionale al caso del “Mostro di Firenze”, ottenendo una certa notorietà a livello internazionale. Dopo aver esordito nel mondo del giornalismo collaborando con Paese Sera e Nazione Sera, nel 1975, passa a La Nazione dove lavora come cronista giudiziario e redattore delle pagine culturali. Nel corso degli anni si è occupato di casi di cronaca l'omicidio di Meredith Kercher e la cosiddetta "Circe della Versilia" ma è stata la celebre vicende di cronaca nera del killer seriale passato alla storia come il “Mostro di Firenze” a segnare una precisa svolta nella sua vita professionale.
 
Domenica 14 Febbraio
Sala della Filarmonica di Montegonzi alle 17





 
Secondo appuntamento per la domenica successiva, 14 Febbraio alle 17 alla Sala della Filarmonica di Montegonzi, con il noto scrittore Tito Barbini che presenterà "Quell'idea che ci era sembrata così bella" (Aska Edizioni), un viaggio attraverso le grandi speranze del Novecento.. Insieme all’autore interverrà Enzo Brogi, ex Sindaco di Cavriglia e Consigliere del Presidente Rossi per “La Toscana dei diritti”.

Il libro:

Un libro inconsueto, come il suo autore, viaggiatore-scrittore, uomo che ha attraversato le grandi speranze del Novecento per poi cercare nuove ragioni in remote latitudini del mondo. Non un diario o un’autobiografia, anche se qui dentro c’è tutta una vita in cui molti potranno riconoscersi. Piuttosto un viaggio a ritroso, dietro ai fallimenti e alle delusioni della grande utopia comunista. Ma anche dietro a quel patrimonio di idee e di sentimenti di quanti – e Tito Barbini tra loro – si sono spesi generosamente per un’idea che prometteva giustizia, eguaglianza, libertà. Come in un romanzo, in queste pagine si intrecciano la Storia maggiore e quella minore. I grandi personaggi come Mitterrand, Berlinguer, Gorbaciov e le persone che solo gli affetti custodiscono nel ricordo, come il padre, operaio comunista.”

L'autore:

Tito Barbini (Cortona, 26 settembre 1945) Sindaco di Cortona a 24 anni dal 1970 al 1980, poi Presidente della Provincia di Arezzo, infine per 15 anni Assessore Regionale prima all’Urbanistica e poi all’Agricoltura, è stato anche segretario della Federazione aretina del PCI e membro del Comitato centrale dello stesso fino al XIX congresso del 1990. Amico personale di Francois Mitterand, nel 2004 ha interrotto la sua esperienza politica, lasciando tutti gli incarichi per intraprendere un viaggio lungo 100 giorni, con uno zaino come unico bagaglio, che lo ha portato dalla Patagonia all'Alaska. Al ritorno ha scritto del viaggio nel libro Le nuvole non chiedono permesso e da quel momento si è dedicato a raccontare nei suoi libri i suoi viaggi successivi.
 
Domenica 21 Febbraio
Antiche Sale della Parrocchia di Vacchereccia alle 17



 
 

Terzo appuntamento invece domenica 21 Febbraio alle 17 presso le antiche sale della Parrocchia di Vacchereccia con lo scrittore Sergio Flamigni che presenterà la sua ultima fatica "Patto di Omertà” (Kaos Edizioni), dedicato alle verità nascoste del sequestro e la successiva uccisione di Aldo Moro.

Il libro:
Secondo la vulgata ufficiale, sulla strage di via Fani e sul sequestro e l’uccisione di Aldo Moro si sa tutto ed è tutto chiaro (e chi lo nega è un dietrologo complottista). Questa vulgata ufficiale si basa sul “memoriale Morucci”, documento scritto dall’ex brigatista Valerio Morucci nel doppio ruolo di dissociato (per la magistratura) e di semi-pentito (per la Democrazia cristiana). Confezionato in carcere dall’ex terrorista con la collaborazione del giornalista democristiano Remigio Cavedon, il memoriale Morucci è stato benedetto dalla Dc e infine avallato dall’ex capo delle Br Mario Moretti e da una parte della magistratura. Si tratta in realtà di un documento zeppo di omissioni, di reticenze, di bugie, di vuoti e di ambiguità, che racconta una verità ufficiale menzognera dall’inizio (la strage di via Fani) alla fine (la prigionia e l’uccisione di Moro). In questo libro l’ex senatore Sergio Flamigni denuncia la inattendibilità del memoriale Morucci, e ne ricostruisce la genesi (ispiratori, beneficiari e finalità). E dimostra come il documento sia l’approdo del “patto di omertà” stipulato degli ex terroristi con settori politici, statali e istituzionali.

L'autore:

Sergio Flamigni (nato a Forlì il 22 ottobre 1925), parlamentare del Pci dal 1968 al 1987, ha fatto parte delle Commissioni parlamentari d’inchiesta sul caso Moro, sulla Loggia P2 e Antimafia. Autore del best seller “La tela del ragno. Il delitto Moro” (5ª edizione 2003), ha scritto inoltre: «Il mio sangue ricadrà su di loro». Gli scritti di Aldo Moro prigioniero delle Br (1997); “Trame Atlantiche, storia della P2” (2ª edizione 2005); Le Idi di marzo (2007); La prigione fantasma (2009); tutti pubblicati dalla Kaos edizioni.

Giovedì 25 febbraio
Museo Mine di Castelnuovo dei Sabbioni alle 17



 
 
Quarto appuntamento Giovedì 25 febbraio al Museo Mine di Castelnuovo dei Sabbioni alle 17 con il volume "La lettera a Hitler" (Mondadori Editore) di Gabriele Nissim

Il libro:
Un giorno nel 1965 Johanna, una studentessa universitaria tedesca in cerca di un'occupazione a Roma, legge sul "Messaggero" un'inserzione: "Poeta tedesco ricerca segretaria tedesca". Poco dopo essere stata assunta, il sedicente poeta le detta una lunga lettera in difesa degli ebrei che sostiene di aver scritto e spedito a Hitler nel 1933, e le chiede di inviarla a centinaia di indirizzi tedeschi, fra cui quelli di alcuni giornali. Johanna è convinta di avere di fronte un millantatore, ma dovrà ricredersi quando, tornata in Germania, si metterà a indagare sul suo datore di lavoro, ripercorrendo così passo passo la vita di Armin T. Wegner, scrittore e strenuo difensore dei diritti umani, riconosciuto dagli armeni come "giusto" per essere stato uno dei primi a denunciare il dramma del loro popolo: il genocidio del 1915-16. Quello stesso riconoscimento Armin lo aveva ricevuto nel 1967 anche in Israele, con un albero nel giardino dei giusti di Yad Vashem, proprio per la lettera al Führer e la denuncia delle leggi antisemite. Gabriele Nissim ne ha ricostruito la straordinaria vita.

L'autore:
Gabriele Nissim (Milano, 1950), giornalista e scrittore nato a Milano nel 1950 , si è sempre occupato della realtà politica culturale dell'Europaorientale. Per le reti televisive di Canale 5 e della Svizzera Italiana ha realizzato numerosi documentari sull'opposizione clandestina al comunismo, sui problemi del post-comunismo e sulla condizione ebraica nell'Est. Ha lavorato per "Il Giornale", "Panorama", "Il Mondo" e il "Corriere della Sera".
 

Domenica 6 Marzo
Roseto Botanico Carla Fineschi (Cavriglia) alle 17


 
 
La Rassegna si chiuderà domenica 6 Marzo al Roseto Fineschi di Cavriglia alle 17 con il libro"Il Grande Califfato" (Neri Pozza editore) di Domenico Quirico, giornalista ed inviato di Guerra de La Stampa. Interverrà con l’autore Graziano Sarchielli, giornalista e reporter di guerra per "Il Giorno".
 
Il libro:
Il giorno in cui, per la prima volta, parlarono a Domenico Quirico del califfato fu un pomeriggio, un pomeriggio di battaglia ad al-Quesser, in Siria. Domenico Quirico era prigioniero degli uomini di Jabhat al-Nusra, al-Qaida in terra siriana. Abu Omar, il capo del drappello jihadista, fu categorico: "Costruiremo, sia grazia a Dio Grande Misericordioso, il califfato di Siria... Ma il nostro compito è solo all'inizio... Alla fine il Grande Califfato rinascerà, da al-Andalus fino all'Asia". Tornato in Italia, Quirico rivelò ciò che anche altri comandanti delle formazioni islamiste gli avevano ribadito: il Grande Califfato non era affatto un velleitario sogno jihadista, ma un preciso progetto strategico cui attenersi e collegare i piani di battaglia. Non vi fu alcuna eco a queste rivelazioni. Molti polemizzarono sgarbatamente: erano sciocchezze di qualche emiro di paese, suvvia il califfato, roba di secoli fa. Nel giro di qualche mese tutto è cambiato, e il Grande Califfato è ora una realtà politica e militare con cui i governi e i popoli di tutto il mondo sono drammaticamente costretti a misurarsi. Questo libro non è un trattato sull'Islam, poiché si tiene opportunamente lontano da dispute ed esegesi religiose. È soltanto un viaggio, un viaggio vero, con città, villaggi, strade e deserti, nei luoghi del Grande Califfato.

L'autore:

Domenico Quirico, nato ad Asti 18 dicembre 1951, è reporter per il quotidiano torinese La Stampa di Torino e caposervizio esteri, è stato corrispondente da Parigi e inviato di Guerra. Si è interessato fra l'altro degli avvenimenti sorti a partire dal 2010-2011 e noti come “primavera Araba”. Nel 2011 venne rapito in Libia per poi essere rilasciato due giorni dopo. Storia che si ripete il 9 aprile 2013, mentre si trovava in Siria come corrispondente, è stato rapito. Viene liberato l'8 settembre dello stesso anno, in seguito ad un intervento dello Stato italiano dopo una prigionia luna 152 giorni.
Tra i suoi molti libri, ricordiamo Naja. Storia del servizio di leva in Italia (Mondadori, 2008), Primavera araba. Le rivoluzioni dall'altra parte del mare (Bollati Boringhieri, 2011), Gli ultimi. La magnifica storia dei vinti (Neri Pozza, 2013), Il paese del male. 152 giorni in ostaggio in Siria (Neri Pozza, 2013), Il grande califfato (Neri Pozza, 2015).

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