"La ferita nascosta": come ho conosciuto Aldo Moro, i suoi assassini e quella foto

Un altro grande appuntamento per la Stagione 2018/2019. Sabato 16 marzo alle 21 e 30 sul palco del Teatro Comunale ecco lo spettacolo nato da un lavoro di ricerca svolto in stretta collaborazione con la seconda commissione parlamentare d’inchiesta, da poco conclusa, che ha dato un significativo contributo alla ricostruzione della verità sul caso Moro. Promozione speciale in occasione della “Festa del papà”: padre e figlio entreranno eccezionalmente a teatro con 8 €
"La ferita nascosta": come ho conosciuto Aldo Moro, i suoi assassini e quella foto

Uno spettacolo atteso che ci farà riflettere ancora su un caso che ha segnato come nessun altro la storia repubblicana del nostro Paese. L'appuntamento è per sabato 16 marzo alle 21 e 30 con “La ferita nascosta” di e con Francesco Gerardi, con Matteo Campagnoli e la regia di Gigi Dall’Aglio.
La Ferita Nascosta nasce da un lavoro di ricerca di due anni. Oltre alla lettura di un’imponente bibliografia, dopo lo studio di varie Commissioni d’inchiesta, la raccolta del materiale si è avvalsa della preziosa collaborazione di Gero Grassi, vice presidente della Seconda Commissione Parlamentare sul Caso Moro conclusa nel 2018. È stato così possibile lavorare su importanti informazioni inedite e documenti desecretati che hanno permesso di fare un enorme passo avanti sulla ricostruzione degli avvenimenti.

È quindi l’inchiesta il genere dello spettacolo che, tra ironia e leggerezza iniziali, narra e mostra una verità inimmaginabile e difficile da digerire. Il protagonista è un giovane attore che ritrovandosi per caso sul set di un film su Aldo Moro, rivive inaspettatamente il timore che da bambino provava alla vista della famosa foto con la stella a cinque punte. Un disagio assopito che ora torna prepotentemente a galla, spingendolo a raccogliere informazioni sulla storia di quella foto: conoscere per curare quella ferita. In breve tempo, attraverso l’incontro con vari personaggi, si ritrova nel vortice di una vicenda su cui è difficile fare chiarezza. Si renderà conto che la sua ferita nascosta è la ferita di un intero paese, e a quarant’anni di distanza continua a essere aperta. Il testo prende le distanze da qualsiasi tesi complottistica nata attorno al Caso Moro, raccontando esclusivamente fatti accertati e comprovati dalla Magistratura e dalle due Commissioni d’inchiesta.

Per ulteriori informazioni contattare Ufficio Attività Teatrali del Comune di Cavriglia - Telefono: 055 9669733 o posta elettronica: a.calcinai@comune.cavriglia.ar.it. A pochi giorni dalla Festa del Papà l'Amministrazione Comunale, in accordo con Fondazione Toscana Spettacolo, lancia una promozione speciale: padre e figlio entreranno eccezionalmente a teatro con 8 €

Il lavoro è dedicato a quelli della mia generazione” - afferma Francesco Gerardi, autore e attore dello spettacolo - “nati a metà degli anni ‘70, troppo piccoli per capire cosa stava succedendo e comunque troppo grandi per ignorare il clima di angoscia che si respirava. I 55 giorni del sequestro Moro hanno lasciato in molti di noi una ferita nascosta, che dopo tanti anni è necessario curare col racconto e la conoscenza”.La regia è stata affidata a Gigi Dall’Aglio, storico fondatore del Teatro Stabile di Parma, oltre 250 spettacoli tra prosa e lirica e regie televisive. “Ciò che mi convince di più di questo testo” - rivela Dall’Aglio -, “è questa sorta di deriva autobiografica con cui Francesco tocca vari momenti della sua esistenza. La cosa con cui tutti, sia pure inconsapevolmente, vogliono confrontarsi, in Teatro, dipende infatti da quello che quei fatti hanno depositato nella memoria e quindi nella coscienza di ciascuno.Abbiamo lavorato dunque per spostare tutte le informazioni vecchie e nuove dall’asse del monologo didattico alla complessità di una testimonianza che si avvale del mestiere del Teatro per scomporre la storia in aneddoti, in confronti dialettici, in momenti di entusiasmo o di depressione e in personaggi vivi che hanno lasciato tracce limpide dentro questa materia sfuggente, persa e riacchiappata continuamente. Vedere per capire”.

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