Il delitto di Poggio alle Valli. Breve storia di Giuseppe Fougier (il brigante Fugere)

La ricerca storica รจ stata curata dalla dottoressa Antonella Fineschi

Per quale ragione il delitto commesso a Poggio alle Valli più di cento anni fa continua ad essere ricordato tra la gente di Cavriglia? Non è certo l’unico fatto di sangue che abbia interessato il nostro territorio, anzi, di omicidi ne sono stati commessi diversi, ma la loro memoria è stata cancellata dal trascorrere del tempo; non questo, la cui dinamica inconsueta, unita al carattere eccezionale dei protagonisti, lo rendono un fatto veramente unico. Ciò che accadde a Poggio alle Valli nel pomeriggio del 27 dicembre del 1914 è qualcosa che travalica la “normalità”, sia pure del male. La persistenza del ricordo storico è il premio a tanta anomalia.
Il personaggio principale della vicenda è Giuseppe Carlo Fougier, avvocato fiorentino proprietario di numerosi beni situati nel Comune di Cavriglia. Tra questi, la villa e i poderi di Poggio alle Valli che furono il teatro della tragedia.


1) La foto di Giuseppe Carlo Fouger come risulta dalla tomba che si trova nel cimitero delle Porte Sante in Firenze





















 

Nato nel 1867 da un ricco banchiere e da una madre anch’essa facoltosa, si laureò in Giurisprudenza presso l’Università di Pisa. Quando era studente si dedicò con passione all’attività sportiva, raggiungendo notevoli traguardi: fu infatti un eccellente schermidore e vinse numerosi premi nella disciplina della sciabola. A ventiquattro anni sposò Adina Stichling, una coetanea di origine svizzera residente a Livorno. Dal loro matrimonio, nel 1893 nacque Rosolino Pilo, così chiamato in onore dell’eroe risorgimentale, protagonista delle Guerre di Indipendenza.



2)Catasto Leopoldino con individuazione della località Poggio alle Valli




























Il matrimonio fu ben presto caratterizzato dai maltrattamenti cui Fougier sottoponeva la moglie, fino all’episodio culminante che segnò la fine del loro rapporto. Fanatico per la caccia, l’avvocato si receva spesso in Corsica per farvi delle battute. In una di tali circostanze, condotta con sé la moglie in avanzato stato di gravidanza del secondo figlio, la sottopose a sevizie e privazioni, facendola partorire in una situazione terribile. Adina, salvata dal padre che si recò in Corsica a prelevarla insieme al neonato (cui fu imposto il nome di Rino Corso), chiese ed ottenne la separazione legale, con totale addebito al marito per le angherie subite. I due non si videro mai più, i figli non ebbero più alcun rapporto con il padre.
Nel 1910 Fougier, che aveva allora quarantatré anni, incontrò la ventenne Emma Grippaudo, figlia di un ufficiale di Marina, una ragazza bellissima dai trascorsi non proprio immacolati. Senza dichiarare la sua condizione di uomo sposato e di padre di figli legittimi, l’avvocato avviò con la giovane una relazione tempestosa, caratterizzata da una gelosia ossessiva e da un totale bisogno di possesso.



3) Emma Grippaudo, la compagna dell'avvocato Fouger alla quale lui sparò due colpi di fucile. Nonostante la gravità delle ferite la donna sopravvisse, si sposò e morì nel 1983 all'età di 94 anni.

























Numerosi episodi avevano già fatto emergere i disturbi mentali da cui Fougier era affetto (aveva sparato alla madre, sia pure senza ferirla, si era creato una sinistra fama a Cavriglia per le tante manifestazioni di brutalità compiute ai danni dei suoi contadini e del personale di servizio, nonché per le continue violazioni della legge nell’esercizio dell’attività venatoria), ma dal momento in cui iniziò la relazione con la Grippaudo tali disturbi diventarono sempre più gravi. La compagna fu segregata a Poggio alle Valli, guardata a vista, privata di ogni libertà, sottoposta ad ogni genere di sopraffazione. Due bambini nacquero dalla loro relazione, Dafne e Luciano, che il padre non poté riconoscere come propri stante la legislazione vigente a quel tempo. Nel 1914, incaricato il giovane pittore fiorentino Silla Calistri di affrescare le pareti della sua villa, Fougier instaurò con lui un rapporto di sincera amicizia, tanto da invitarlo a trascorrere le feste di Natale a Poggio alle Valli.



4) Planimetria della villa Fouger al Poggio alle Valli all'interno della quale si consumò la tragedia. Unico documento sopravvissuto riguardo ad un edificio distrutto dai bombardamenti nel corso della seconda guerra mondiale.












In un memoriale di cinquantasei pagine, scritto nell’imminenza delle festività, Fougier scaricò tutta la propria rabbia (ma, potremmo dire, anche tutto il proprio dolore psichico) per una relazione sbagliata che gli aveva tolto lucidità, onore, equilibrio, dandogli in cambio un torbido stato di esaltazione sessuale del quale era diventato schiavo. Tale documento rappresenta il prodromo della tragedia che si consumò nella villa. Il pomeriggio del 27 dicembre, mentre Fougier si trovava nel proprio studio, Emma e il pittore erano insieme in cucina. Lei raccontava a Calistri della propria infelice condizione di donna segregata e maltrattata, lui le offriva il proprio aiuto per riuscire a liberarsi. Ad un tratto apparve l’avvocato imbracciando uno dei suoi fucili da caccia. “Emma Grippaudo, siete voi? E’ giunta la vostra fine”: queste le parole con cui l’avvocato si rivolse alla donna prima di spararle due fucilate al volto, che Emma ebbe la prontezza di proteggere incrociandovi sopra le braccia. I colpi raggiunsero gli arti, provocando lesioni gravissime. A distanza di pochi minuti, manifestando Fougier l’intenzione di sparare nuovamente ad Emma, e indirizzandosi a questo scopo verso la rastrelliera per prendere un altro fucile, il pittore Calistri, che nel frattempo si era a sua volta armato, lo anticipò sparandogli due colpi, uno dei quali, quello mortale, lo raggiunse al fegato. L’agonia del Fougier durò più di un’ora, durante la quale fece in tempo a rispondere alle domande del Maresciallo Roscioli, raccontando i fatti come si erano svolti.






5) Atto necroscopico compilato dall'ufficiale sanitario al momento del decesso del Fouger. Da tale atto si apprende che l'uomo fu ucciso da una scarica di piompo minuto alla regione epatica. Conservato nell'archivio storico del Comune di Cavriglia























Giuseppe Fougier, che aveva quarantasette anni, è sepolto nel cimitero delle Porte Sante di Firenze. Gli altri personaggi? Emma Grippaudo non solo sopravvisse alle ferite, ma conobbe una lunga vita, arrivando a toccare i novantasei anni. La figlia Dafne morì nel 1918, di febbre spagnola. Il figlio Luciano morì nel 1953, a quarant’anni. Dei due figli legittimi, Rosolino Pilo morì a ventiquattro anni durante la prima guerra mondiale, mentre Rino Corso divenne generale dell’Aeronautica e fu l’inventore delle spettacolari “Frecce tricolori”. Il pittore Silla Calistri fu condannato ad una pena lieve, tenuto conto delle circostanze attenuanti: proseguì nella sua attività artistica e morì nel 1977.
La villa del delitto fu bombardata nel corso della seconda guerra mondiale. Con essa, scomparvero anche gli affreschi di Calistri, non il ricordo di un personaggio talmente “sopra le righe” da essere tuttora ricordato come il brigante Fugere.

ANTONELLA FINESCHI

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