La “Resurrezione” di Ernando Venanzi
Santa Barbara nasce come semplice villaggio per ospitare i minatori. In origine erano poche case disposte attorno a una piazza come voluto dal progetto dell’architetto Raffaello Brizzi (1883-1946) ricordato da un targa apposta nei giardini pubblici del paese. La costruzione della chiesa iniziò nel non lontano1963. L’edificio sacro, dedicato ovviamente a Santa Barbara, protettrice dei minatori e degli artificieri, sorse sull’area precedentemente occupata dalla vinaia della “Società agricola”. Emblematico, a questo proposito, il nome della piazza retrostante la chiesa: piazza della Vinaia. Per questo luogo di culto l’architetto della Soprintendenza Moroni si ispirò alle più antiche chiese francescane: scelse un’aula basilicale unica, delle moderne capriate per sorreggere il tetto e la tradizionale pietra per la realizzazione dei parametri murari, evitando il più moderno cemento armato. La facciata è costituita semplicemente da un loggiato sul quale si eleva il campanile. All’interno l’attenzione del visitatore viene colpita da una bellissima crocifissione attribuita alla scuola di Andrea del Sarto, unica opera antica qui presente. L’osservatore attento riconoscerà la mano di Ernando Venanzi nella maggior parte delle altre opere che ornano la chiesa: le stazioni della Via Crucis, il battesimo di Cristo, la cena di Emmaus e una grandiosa Resurrezione che sovrasta il portale d’ingresso. Il pittore umbro, autore degli affreschi di Nocera Umbra, nel corso della sua lunga carriera ha preso parte a numerose mostre di carattere internazionale, tra le quali ricordiamo quella organizzata dalla galleria “Bergusson” di Miami del 1980 dove Venanzi espose con Dalì, Miro e Max Bill. Sua anche la realizzazione di un francobollo dal titolo “Il Malizia”, emesso dal principato di Monaco nel 1997. Sul lato sinistro della chiesa trovano collocazione due opere del 1963, realizzate dalla pittrice francese Chaplin. La prima raffigura San Giuseppe artigiano con sullo sfondo l’antico borgo di Castelnuovo d’Avane, riconoscibile dal profilo del campanile. L’altra, posta su un altare, è un chiaro riferimento all’attività degli abitanti di Santa Barbara con sullo sfondo l’inconfondibile torre di raffreddamento della vicina centrale termoelettrica, una veduta esterna della nuova chiesa e, in basso a sinistra, un uomo intento al lavoro in miniera. A sinistra dell’altare un San Francesco bronzeo di dimensioni naturali eleva le braccia al cielo in un inno al sole. Si tratta di un’opera realizzata dallo scultore Bartoli, collocata in occasione dell’inaugurazione della chiesa. All’esterno dell’edificio troviamo un monumento ai Caduti delle Miniere, realizzato nel 1985 su progetto degli architetti De Filla e Merlini per volere degli abitanti di Santa Barbara. Il monumento mostra l’unico esemplare sopravvissuto al tempo di un carrello trasportatore, di quelli utilizzati nella miniera quando l’estrazione avveniva nelle gallerie sotterranee, in ricordo di coloro che hanno perso la vita per estrarre il combustibile fossile.

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