Itinerario 6: Dal Museo di Arte Sacra al Roseto Botanico
II Museo di Arte Sacra, realizzato nella ex cappella adiacente la Pieve di San Giovanni Battista a Cavriglia, propone una interessante serie di busti in terracotta – per esempio il San Giovannino di Benedetto Buglioni  di scuola robbiana (XV secolo, terracotta invetriata, 42x32x17) – e un policromo angelo ceroferario, oltre a dipinti seicenteschi, manifatture di Limoges del XVI secolo, oggetti liturgici e una interessante croce processionale astile del XII-XIII secolo (rame inciso e dorato, bronzo sbalzato, cesellato e inciso, 35x26).
Usciti dall’abitato di Cavriglia, in prossimità di una rotatoria identificata da un orcio e una macina per la molitura delle olive, si prende la strada chiamata di Santa Lucia che scende fino a San Giovanni Valdarno. Poche centinaia di metri dopo la rotatoria, svoltando a destra, si può giungere in località Casalone dove si trova il Roseto Botanico "Carla Fineschi", uno dei più grandi roseti del mondo curato personalmente dalla famiglia Fineschi. In questo luogo ameno sono raccolte oltre 8.000 varietà di rose. Il roseto è visitabile dal 1 Maggio al 30 Giugno.
 
Il Roseto Fineschi
 
Questo singolare giardino botanico, fondato nel 1967 e curato prima personalmente dal professore Gianfranco Fineschi e oggi dalla famiglia, è uno dei più grandi roseti del mondo, vincolato in quanto bene artistico, dove sono raccolte oltre ottomilacinquecento varietà di rose: piccole e grandi, profumatissime o rampicanti. In certe stagioni, si possono trovare addirittura più di 12.000 esemplari.
Le piante provengono da ogni parte del mondo: ci sono rose selvatiche che hanno superato indenni le mutazioni dell’habitat, ci sono le “specie” cioè rose arcaiche, e ibridi, cioè rose moderne e contemporanee frutto di variazioni. La “specie” più antica vanta 40 milioni di anni, ma ci sono anche rose più “giovani” come gli ibridi ottenuti dalla metà del 1800.
A questo concerto di profumi e colori si accede in due periodi dell’anno, dal 20 maggio al 30 giugno e dal 10 settembre al 30 ottobre. Per il resto dell’anno il giardino rimane chiuso per lo svolgimento delle necessarie opere di conservazione del patrimonio botanico. Per gli esperti del settore o per i curiosi interessati a conoscere un’infinita varietà di specie e ibridi, questo è veramente il posto giusto.
Qui si possono ammirare inconsueti e rari colori di petali vellutati, frutto di una serie di incroci multipli. Non è previsto un biglietto d’ingresso, ma sono graditi contributi volontari per il mantenimento di questo grande patrimonio botanico.

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