Itinerario 4: Alla ricerca del selciato romano
II Parco Naturale, in località Cafaggiolo, è ubicato nella zona più alta del territorio comunale. All'interno del Parco trovano spazio molti animali autoctoni presenti nei boschi della zona, ma anche i tipici animali da cortile che una volta popolavano le fattorie della campagna toscana e che ora, in qualche caso, rischiano l'estinzione a causa del passaggio dall'economia rurale a quella prevalentemente industriale.
Dal Parco, attrezzato anche per offrire ospitalità a turisti amanti della natura, è possibi­le percorrere un sentiero che, attraversando il selciato di un'antica strada romana, arriva fino al crinale dei monti del Chianti.
 
Il Parco di Cavriglia

Dalla S.P. 14, a valle di Castelnuovo dei Sabbioni, parte una deviazione che, dopo aver attraversato il caratteristico nucleo abitato di Massa dei Sabbioni, sale fino a Caiano.
Poco oltre, in località Cafaggiolo, si trova il Parco Naturale di Cavriglia.
Fondato negli anni ’70 come struttura per la raccolta di specie animali di varia provenienza – lama, mufloni, scimmie, orsi – oggi, grazie alla mutata sensibilità ambientale e animalista dell’opinione pubblica e degli amministratori locali, si sta trasformando in un’area verde che mira alla salvaguardia principalmente degli animali tipici della campagna toscana: animali, in qualche caso, a rischio di estinzione a causa della rapida trasformazione dell’attività agricola e della progressiva scomparsa dalle fattorie dei tipici animali da cortile.
La struttura raccoglie quindi non solo animali autoctoni che popolano i boschi che dal Chianti scendono verso il Valdarno, ma anche animali da cortile come il pollo, l’oca e il maiale che ancora nei primi decenni del ‘900 costituivano un’importante fonte di sussistenza per le famiglie contadine.
Il Parco è anche un luogo di relax e di soggiorno, essendo dotato di un albergo, un campeggio con bungalows e piscina, un ristorante e una tavola calda.

Sui 600 ettari di superficie si trovano numerosi sentieri dove è possibile praticare trekking, equitazione, bird-watching ed escursioni in mountain-bike. Tra  castagni e faggi secolari non sarà difficile incontrare daini, caprioli e mufloni.
Non mancano poi le sorprese per gli appassionati di storia. Dall’interno del parco si snoda infatti un sentiero che porta fino al versante chiantigiano, attraversando tratti di un’antica strada selciata fino ad arrivare in località “La Pietraia” o “La Petraia”, uno dei punti più alti della catena collinare Chianti-Valdarno.
In questa zona alcune buche scavate nella roccia sono la testimonianza di un’antica necropoli di epoca etrusco-romana. Da qui un antico percorso di crinale conduceva a Cetamura in Chianti (oggi il nome è conservato da una collina non molto distante da Badia a Coltibuono) centro abitato dall’epoca etrusco-arcaica (VII secolo a.C.) fino a tutto il Medioevo.

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