Attestazione di soggiorno per cittadini UE

  1. Soggiorno non permanente
  2. Soggiorno permanente
  3. Normativa

Soggiorno non permanente

Per i soggiorni inferiori a tre mesi il cittadino comunitario deve essere in possesso di un documento d'identità valido per l'espatrio che deve essere rilasciato dal proprio paese. Deve presentarsi presso un ufficio di polizia per dichiarare la sua presenza sul territorio nazionale. In caso di mancata dichiarazione, si presume che la permanenza sia oltre tre mesi.

Per i soggiorni superiori a tre mesi il cittadino comunitario ha l'obbligo di iscriversi all'Anagrafe del Comune di Residenza.

nb. I cittadini di Norvegia, Islanda, Repubblica di San Marino, Svizzera e Liechtenstein vengono equiparati ai cittadini dell'Unione Europea.

Documentazione necessaria per l'iscrizione anagrafica:

- ultima busta paga;
- ricevuta di versamento dei contributi Inps;
- contratto di lavoro con identificativi Inps e Inail;
- ricevuta di attestazione di invio al Centro per l'Impiego territoriale da parte del datore di lavoro del modulo "Unificato LAV".

Per i lavoratori autonomi invece è necessario presentare:

- certificato di iscrizione alla Camera di Commercio;
- attestazione di attribuzione della Partita Iva;
- iscrizione all'albo professionale (se svolta libera professione).

Per studenti o iscritti a corsi di formazione:

- polizza assicurativa sanitaria;
- iscrizione al corso di formazione/studi;
- disponibilità di risorse economiche sufficienti per sé e per i propri familiari.

Per chi è interessato a risiedere in Italia:

- polizza assicurativa sanitaria (durata almeno di un anno);
- disponibilità di risorse economiche sufficienti per sé e per i propri familiari.

Per informazioni complete è possibile visitare il sito dell'Inps.

Soggiorno permanente

Il diritto di soggirono permanente viene acquisito dopo cinque anni di residenza legale e continuativa in Italia. Tale dichiarazione viene rilasciata dall'Anagrafe del Comune di residenza.

Le assenze dal territorio nazionale non devono superare complessivamente i sei mesi all'anno. Non viene pregiudicata la continuità in caso di obblighi militari o di gravidanza, maternità e malattie gravi, studi o lavoro in un altro paese Ue o extra Ue.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito dell'Inps

Normativa

D.Lgs 30/2007
Direttiva Unione Europea 2004/38/CE

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